PNSD – AZIONE #28 – Animatore Digitale

Scratchando – Parte quarta

 

Il nostro obiettivo dev’essere senz’altro di divertirci insieme, ma anche di entrare nel misterioso ed affascinante mondo della programmazione dalla porta principale. Ciò permetterà, soprattutto, ai giovani studenti, per i quali Scratch è stato pensato e costruito, di salire su un’’ottima utilitaria per imparare a guidare per poter arrivare facilmente e velocemente a correre su una Ferrari.

Per dirla tutta, non sappiamo quale sarà il linguaggio di programmazione di domani, ma sappiamo che, se oggi siamo bravi a divertirci con Scratch, ci sentiremo domani sempre a nostro agio in qualsiasi ambiente di programmazione. Chi ama comunicare con gli altri non si fa certo fermare dal dover imparare una lingua diversa!!!

Sono sicuro che, a parte ai “miei” studenti, queste lezioni (sì… le voglio chiamare proprio così) saranno utili a molti colleghi. Che lo vogliano o no, essi sono chiamati all’arduo compito di fare da mediatori tra il mondo analogico e il mondo digitale il cui confine sarà sempre più indistinguibile. Per chi non è nativo digitale, questo non è facile. Però spesso le cose sono più semplici a farsi che a dirsi. Quindi, avanti tutta per arrivare a divertirci insieme con Scratch.

Riprendiamo, ora, il nostro discorso più tecnico per completare lo studio della Barra dei comandi. Non ci resterebbe che capire a cosa serve l’ultimo elemento, cioè la parte in fondo a destra che contiene la coppia di voci

Ebbene… il mio consiglio per il momento è di saltarla. Infatti, unirsi a Scratch (Join Scratch) darebbe molti vantaggi, come ad esempio condividere i propri programmi e collaborare ai programmi degli altri, ma tali vantaggi si possono sfruttare solo se si è sufficientemente esperti nell’uso di Scratch. Quindi, soprassediamo e torneremo alla registrazione ufficiale più tardi.

 

Area B – Scheda Stage

 

Approfondiamo, invece, l’Area B – Scheda Stage. In quest’area avviene la vera e propria azione del programma. E’ questa, infatti, l’area più eccitante. E’ qui che verificheremo se ciò che abbiamo ipotizzato, scrivendo i nostri programmi, sarà effettivamente quello che avverrà nello Stage. Ma, vi ricordo, che se ciò non dovesse accadere, niente paura!!! Si ritorna sui blocchi e sugli script nell’Area E – Area associata all’area D per apportare le modifiche necessarie. Attenzione!!! La programmazione è un processo per tentativi ed errori Sì! Proprio quello che usavamo con naturalezza da bambini. Secondo voi un bambino con la paura di cadere potrebbe mai imparare a camminare?

Allora come potete pensare di imparare a programmare se non accettate di sbagliare e di ricominciare con maggiore determinazione imparando proprio dai vostri errori?

Ecco come l’aiuto di Scratch ci presenta l’Area B – Scheda Stage

Tutto sommato potrebbe andare. Come vedete, nello Stage c’è la grafica di un programma in esecuzione, mentre nella parti superiore e inferiore della Scheda ci sono comandi, informazioni e spazi di interazione. Partiamo dalla parte superiore della scheda

come sempre da sinistra e procediamo verso destra. Usiamo anche qui una pratica tabellina

Passiamo poi alla parte inferiore della scheda

e approfondiamo gli elementi che vediamo in fondo a destra. Le coordinate x e y ci danno, in tempo reale, le coordinate cartesiane del nostro mouse rispetto al centro dello Stage. Infatti, cambiano di continuo allo scorrere del mouse sullo schermo. La freccetta grigia equivale, invece, al comando da menù che abbiamo già imparato Visualizzazione con Stage piccolo che ci permette di ridurre lo spazio occupato dallo Stage e cioè dall’Area B – Scheda Stage, a vantaggio dell’Area E – Area associata all’area D. Cliccandoci di nuovo sopra lo Stage ritornerà alle sue dimensioni iniziali e l’ambiente di programmazione ripristinato.

Bene!!! Se siete arrivati fin qui siete dei veri eroi!!! Sappiate che finalmente nella Parte quinta si incomincerà a fare sul serio. Infatti, incominceremo a scrivere un primo programma e a sfruttare le conoscenze accumulate finora.

Sappiamo tutti che la lingua italiana prevede che, se ci rivolgiamo ad un pubblico misto, va usato il maschile plurale. Sappiamo anche che l’informatica e il mondo digitale, ma anche il mondo della scienza, in generale, sono spesso territori maschili e ciò non solo in Italia. Ancora dovremmo sapere che tale gap di genere non ha ragioni scientifiche, ma piuttosto culturali. Tanto è vero che tutto il mondo, e l’Europa in particolare, stanno cercando di avvicinare sempre di più le donne a questi territori. Ebbene donne: non vi fate spaventare dal linguaggio conforme alla lingua italiana e sappiate che questo corso è per tutti e soprattutto per voi!

Infatti, oltre ad un linguaggio “tecnichese”, purtroppo necessario, come avete potuto notare, viene dato ampio spazio ad un linguaggio concreto ed evocativo, quello che in genere piace di più a voi (vi ricordate della parte destra del cervello?). Anche gli esercizi saranno per lo più simpatici e trasversali. Pensate che un più illustre collega, ben sapendo che il mondo degli insegnanti in Italia è soprattutto femminile, si è riferito al suo pubblico parlando proprio al femminile. La lingua italiana sarà andata a quel paese, ma volete mettere il vantaggio in termini di marketing?