PNSD – AZIONE #28 – Animatore Digitale

Animatori Digitali a due anni dalla Buona Scuola | La nuvola del lavoro

“Se nulla cambierà, quella dell’Animatore Digitale sarà una figura destinata a finire nel dimenticatoio, è come avere una Ferrari per girare su sentiero di campagna”. Mimmo Aprile, professore al Liceo Scientifico Lilla di Oria, Brindisi, non usa mezzi termini. Circa due anni fa il Dirigente Scolastico della scuola in cui insegna l’ha scelto per ricoprire il nuovo ruolo introdotto dalla Buona Scuola, quello di Animatore Digitale. Una figura che, all’interno di ogni Istituto, ha il compito di promuovere la cultura Digitale a scuola.

Aprile, e come lui tanti altri professori in Italia (8303, secondo i dati disponibili), è parte attiva nella realizzazione del Piano Nazionale Scuola Digitale ed ha “insieme al dirigente scolastico e al direttore amministrativo, un ruolo strategico nella diffusione dell’innovazione a scuola”.

In concreto, si legge nell’Azione #28 del PNSD, l’Animatore Digitale deve occuparsi della formazione interna, coinvolgere la comunità scolastica, creare soluzioni innovative. Che, tradotto, significa mettere a punto un piano rivolto non solo agli studenti, ma anche agli altri docenti, agli amministrativi, ai genitori.

Un compito che, nel caso di Aprile, si è tradotto in un significativo aggravio di lavoro: le ore di cattedra sono rimaste le stesse, ma si sono aggiunte tutte le attività necessarie al progetto digitale. “Mi servirebbero venticinque ore al giorno per mettere il giusto impegno in ciò che faccio: seguire le classi nelle due scuole in cui insegno, la seconda delle quali a 50 chilometri da casa, e assolvere a tutte le funzioni di Animatore Digitale. Per funzionare, la figura dovrebbe essere normata, prevista da contratto, incentivata. Così, invece, è come essere un volontario”.

 

Fonte per approfondimento: Animatori Digitali a due anni dalla Buona Scuola | La nuvola del lavoro

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